Il caso Habacuc, terzo aggiornamento e risoluzione

8 11 2007

21/03/08: Ho chiuso i commenti agli articoli, il blog è formalmente chiuso da novembre 2007, non ho il tempo di gestire la cosa. Non so quale catena linki al mio blog e non so chi mi “spacci” come fonte, come è stato scritto più e più volte (e non mi sto a ripetere, abbiate la pazienza di leggere!) anche io ho ripreso la notizia da altri blog QUINDI NON SO RISPONDERE ALLE VOSTRE DOMANDE. 

Mi scuso con tutti per il ritardo nell’aggiornamento. Non ho avuto assolutamente il tempo di passare sul blog negli ultimi giorni, i’m sorry.

Come segnalato da Gilgamesh nei commenti (e da molti altri utenti credo, mi scuso per chi non è stato citato ma ho potuto leggere solo gli ultimi interventi… se qualcuno volesse essere citato me lo comunichi) che l’affidabile Paolo Attivissimo ha smentito in parte la notizia riguardo la morte del cane.

Come si legge nel servizio antibufala, pare che il cane venisse legato solo per 3 ore al giorno ma durante il resto della giornata fosse alimentato da cibo fornito da Habacuc stesso. Lo stesso artista afferma che la sua opera voleva essere solo provocatoria, ma in nessun modo voleva arrecare danno all’animale, infatti afferma:

‘Hello everyone. My name is Guillermo Habacuc Vargas. I am 50 years old and an artist. Recently, I have been critisized for my work titled ‘Eres lo que lees’, which features a dog named Nativity. The purpose of the work was not to cause any type of infliction on the poor, innocent creature, but rather to illustrate a point. In my home city of San Jose, Costa Rica, tens of thousands of stray dogs starve and die of illness each year in the streets and no one pays them a second thought. Now, if you publicly display one of these starving creatures, such as the case with Nativity, it creates a backlash that brings out a big of hypocrisy in all of us. Nativity was a very sick creature and would have died in the streets anyway.’

Questa notizia non può che farmi piacere e credo che farà piacere a tutti voi che hanno preso a cuore la storia del cane.

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